Non sopportava più l'idea di non poter correre, di non poter praticare sport.
A 101 anni, Vittorio Colò, si è tolto la vita lasciando un biglietto: "Voglio morire". Da sei anni aveva abbandonato l'atletica, dopo quasi 80 anni e
dopo aver subito un'operazione alla gamba. Ma il decano degli atleti
italiani non si era mai rassegnato ed era piombato, nell'ultimo periodo,
in una profonda depressione. Lo sport però gli mancava e allora ha deciso di farla finita.
Dopo una carriera formidabile nell'atletica fatta di tanti titoli, tra cui i mondiali vinti a più di 90 anni nel 2004 in Germania (salto in lungo, in alto, triplo e 60 metri piani) e il titolo nel salto in lungo del 2005, è arrivata la malattia.
Le gambe, troppo deboli, non gli consentivano più di fare atletica.
Anche dopo l'intervento (per un'aneurisma all'arteria femorale) aveva
sperato di poter tornare a correre, ma una volta capito che la sua carriera sportiva non poteva più riprendere, ha perso la voglia di vivere.Nella giornata di domenica Vittorio Colò, dopo aver assistito alla messa nella chiesa vicino a casa sua, si è puntato la pistola alla testa e ha sparato. A casa aveva lasciato un biglietto: "Voglio morire", accompagnato da un racconto in cui spiegava di non poter andare avanti così, senza sport, senza sentirsi veramente "vivo".
Fonte www.sportmediaset.mediaset.it
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