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mercoledì 19 settembre 2012

Il miracolo dei bravi ragazzi di mister Torrente

C'era una volta una squadra di calcio di ragazzi strapagati. 
Certo, non a livelli delle grandi del calcio italiano ed europeo, ma strapagati quanto basta per credere che gli stessi giocatori avessero la voglia e l'orgoglio di versare sudore e lacrime per i propri colori sociali. C'era una città che osannava questi beniamini, tifosi che erano scesi in piazza in centomila per accoglierli al ritorno dalla trasferta decisiva e vittoriosa che siglava il ritorno della squadra della propria città nell'olimpo del calcio che conta. E poi? 
Poi c'era un'altra squadra che vinse, convinse, guadagnò la copertina di tanti giornali, con giocatori ancor più strapagati, con un altro allenatore, ma la città era stessa, i tifosi erano gli stessi, ma i giocatori no, non erano più gli stessi.. qualcosa di brutto era successo e la cosa diventò evidente l'anno successivo quando le lacune morali e caratteriali presero il sopravvento, quando il simbolo di quel marciume ebbe la faccia tosta di presentarsi più volte in tv, quando i rappresentanti del tifo organizzato ormai erano più organizzati nelle sale scommesse che in altro, ma la città era la stessa ed i veri tifosi erano gli stessi.
Ora, dopo un anno che definirei di purificazione, di giusto desiderio di lasciar scivolare lo schifo che qualcuno aveva osato insinuare nei colori sociali della propria squadra, bene, ora si intravede la luce della rinascita.
La banda dei bravi ragazzi del mister Torrente merita l'appoggio della città e dei veri tifosi che incitano la propria squadra al di là delle questioni societarie, politiche ed economiche.
Il miracolo è a portata di mano, non lasciatelo sfuggire.

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