La decisione che riapre le ferite di settant’anni fa
Il «confine di seta»: filo spinato. Così sarà il Brennero, dopo la
costruzione iniziata ieri della barriera voluta per fermare l’eventuale
arrivo di profughi. Non sarà solo un «muro» tra Nord e Sud, tra due
pezzi dell’Europa, tra l’Italia e l’Austria.
Sarà di più: la spaccatura
del piccolo mondo tirolese.
Un incubo antico reso reale non da Roma, ma
da Vienna. Un trauma inatteso. Vissuto da molti come un tradimento.
«Sì,
qualche volta ho ancora la sensazione di essere “prigioniero”
dell’Italia», raccontava Silvius Magnago, il patriarca dei sudtirolesi,
«capita quando passo la frontiera del Brennero. Avverto un certo
disagio, come una fitta al cuore.
Certo, se i confini fossero di seta
così come forse saranno in futuro dentro l’Europa non mi capiterebbe, ma
purtroppo così non è. E poi c’è sempre Roma, con le sue maledette
tentazioni centralistiche»...
Fonte: "http://www.corriere.it/cronache/16_aprile_12/decisione-senza-chiamare-bolzano-62373004-0027-11e6-8c9c-128b0570e861.shtml"
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